L’Assemblea della Confesercenti tra dati e richieste. Le risposte di due ministri del Governo Renzi

Questa mattina si è svolta a Cagliari l’Assemblea regionale della Confesercenti che, per la prima volta, è stata imperniata sul collegamento audio/video con l’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove si è tenuta l’Assemblea nazionale della stessa Associazione.

Marco Sulis, presidente della Confesercenti Sardegna, rispondendo a una domanda sul turismo fatta da Roma ha detto: “La Sardegna potrebbe essere la Polinesia del Mediterraneo, invece è una terra massacrata dalla disoccupazione. Ma in tutta l’Italia manca complessivamente un progetto di ampio respiro sul turismo, settore che meriterebbe ben altre attenzioni e investimenti. Anni fa fu cancellato il Ministero competente, poi è stato accorpato ai Beni e attività culturali. Ma qual è la strategia del nostro Paese? Fare turismo non significa soltanto attrarre visitatori dall’estero, ma anche incentivare la mobilità interna. Difficile farlo, e noi sardi ne sappiamo qualcosa, quando i costi dei trasporti suggeriscono di recarsi altrove. Siamo reduci dall’assalto fiscale di ieri, tra Tasi e imposte varie che hanno disorientato tutti: cittadini e imprenditori. Le Pmi sono sottoposte ai controlli di 26 Enti: ci manca soltanto la Gendarmeria del Vaticano, e possiamo alzare bandiera bianca”.

Barbara Argiolas, assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Cagliari: “Tutti parlano di turismo, eppure è una materia che ha una molteplice complessità perché riguarda infrastrutture e fiscalità, ma non solo. C’è da rivedere il rapporto con l’Unione Europea, la classificazione alberghiera, la ristrutturazione e riclassificazione dei centri storici, l’aliquota Iva. A mio avviso non occorre un Ministero del Turismo, se non ha la possibilità di intervenire su tutti i segmenti che ho citato: meglio un’Agenzia che subentri all’Enit, che non riesce neppure a pagare gli stipendi dei dipendenti. Questa è una materia complessa che richiede competenza. Il turismo promuove e commercializza un territorio, perciò necessita di una visione ampia. Tra i pesi che le imprese si trascinano ci sono la Direttiva Bolkestein e gli eccessivi passaggi imposti dalla burocrazia. Che cosa può fare un ente locale? Dovrebbe promuovere il suo territorio, ma non ha le risorse per farlo. Ecco perché è indispensabile un sistema di governance che abbia una visione alta, a partire dalla Regione”.

Nel corso dei lavori si sono succeduti i collegamenti audio/video con le sedi territoriali di Palermo, Torino, Genova, Cagliari, Venezia e Firenze.

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