Marina, la guerra del rumore

Unione Sarda
Cagliari, Cronaca, pag. 37
Giovedì 30 gennaio 2014

Chiasso e vandalismo di notte, tra i residenti c’è chi protesta – La replica dei commercianti: «Siamo noi i primi a segnalare chi non rispetta le regole».

La guerra del rumore a Marina e Stampace continua. E si arricchisce anche con un episodio di vandalismo, accaduto pochi giorni fa. Forse è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un gruppo di ragazzi, infatti, è riuscito a entrare in una palazzina di via Dettori, arrivando fino al primo piano e danneggiando l’edificio. Un episodio che ha portato il comitato “Rumore no grazie” a scrivere una lettera al Prefetto (non è la prima), in cui si chiede di assumere al più presto tutti i provvedimenti di sua competenza perché si possano ripristinare nel quartiere Marina le condizioni di rispetto della salute.

LA POLEMICA. «Non è la prima volta che accade un fatto del genere», spiega Marco Marini, presidente del comitato. «L’errore è stato concentrare tutti questi locali notturni in determinate zone, non si può andare avanti così. Io abito in piazzetta Savoia, 20 anni fa dormivo con le finestre aperte. Oggi ci sono bambini che si addormentano alle 2 di notte e il giorno dopo non riescono a stare svegli a scuola».

I COMMERCIANTI. Roberto Bolognese, rappresentante provinciale di Confesercenti, non ci sta: «Questo comitato rappresenta una minoranza dei residenti. La Marina vent’anni fa era una giungla, con auto parcheggiate ovunque e senza regole. Ora è un quartiere voltato al turismo, non si può tornare indietro». Poi sui commercianti: «Sono i titolari i primi ad avere la convenienza che non accada nulla di spiacevole nella loro zona», dice ancora Bolognese, «se poi quattro ragazzini si portano dietro la birra e si ubriacano cosa c’entrano i locali? Serve un sistema di videosorveglianza che permetta di controllare anche i fenomeni di vandalismo». Poi ammette: «Ci sono uno-due locali che vendono alcolici fuori dall’orario consentito, e i commercianti seri sono i primi a controllare e segnalare gli abusi alle forze dell’ordine».

IL COMUNE. L’assessore alle Attività Produttive, Barbara Argiolas, evidenzia che l’amministrazione si sta occupando della questione, sia alla Marina che a Stampace: «Va trovato un equilibrio, considerando anche le esigenze dei residenti. Con una delibera di Giunta abbiamo ridotto le concessioni all’aperto per le attività». E difende i commercianti: «Il problema sono alcuni cittadini, che all’esterno dei locali non si comportano in modo corretto». Ci sono cose, poi, che vanno al di là dei poteri del Comune: «Una legge nazionale, per esempio, permette ai locali di rimanere aperti quanto vogliono. Ma il Comune svolge comunque un’opera di controllo per verificare che siano rispettate le regole, e in passato sono state comminate sanzioni».

IL PIANO ACUSTICO. Fabrizio Marcello, presidente della commissione Servizi Tecnologici, annuncia novità: «Mi sono impegnato, insieme ai colleghi della commissione e agli uffici, a riprendere l’iter per la realizzazione di un nuovo Piano acustico, che sia attuale». La proposta è riesaminare quello predisposto nel 2009, in modo da arrivare a una definitiva approvazione che permetta nel più breve tempo possibile di giungere alla definitiva adozione.

IL RICORSO. Qualche mese fa alcuni residenti che fanno parte del comitato hanno deciso di portare in Tribunale undici locali notturni tra Marina e Stampace (causa che è ancora ai primi passi). Pochi giorni fa, inoltre, è stato notificato il ricorso al Tar (che ancora non è stato depositato) dopo che, lo scorso agosto, i residenti avevano presentato una diffida al Sindaco e al Prefetto nella quale si chiedeva di intervenire contro il rumore notturno. «Per ora ci siamo indirizzati verso l’ambito civile», spiega Stefano Marongiu, vice presidente di “Rumore no grazie”, «ma ci siamo rivolti anche a un penalista. Io ho diritto al riposo, e non è la prima volta che accadono episodi come quello di qualche giorno fa».

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