Protesta anti-Tari: domani nuovo sit-in in municipio

Nuova Sardegna,
Nuoro, pag. 12
Lunedì 22 settembre 2014

La prossima tappa della protesta anti-Tari, si terrà domani, alle 9.30, davanti al Comune. È stata organizzata da Adiconsum, Adoc, Confcommercio, Apan, Confartigianato, Legacoop, Confesercenti, Cna. Nel corso dell’incontro, i partecipanti, restituiranno gli avvisi della Tari al sindaco. Alla protesta ha aderito anche la Cisal, attraverso un comunicato nel quale il delegato provinciale Luciano Carroni, ripercorre tutte le falle e i problemi del sistema di raccolta differenziata, e dei suoi costi lievitati in modo deciso nell’ultimo anno. Costi che poi si riversano sui cittadini. «Uno dei punti dolenti – dice Carroni – è la trasparenza. Se il costo del personale va messo in conto, non è giusto che nel costo del servizio rientrino anche le premialità ad alcuni dipendenti, e la notifica delle lettere di riscossione, perché questi costi niente hanno a che vedere con la conduzione diretta del servizio. Mancano inoltre i dati che quantificano le utenze e il loro numero. È vero che il calcolo del servizio è complesso, ma la vera entità non la conosce nessuno. Serve più trasparenza». (v.g.) di Valeria Gianoglio wNUORO «Tornando indietro? Farei le stesse cose, credo che la manifestazione non si sarebbe potuta gestire diversamente. Ma ora è tempo di abbassare i toni per ritornare al vero punto che preme a tantissimi cittadini: il Comune, sulla Tari, deve tornare sui suoi passi, deve spiegarci il perché dell’aumento dei costi, della mancanza di trasparenza. Noi cittadini, comunque, non ci fermeremo finché non vedremo i risultati, e siamo pronti a scendere di nuovo in piazza. In tanti continuano a chiederlo e a sostenerci in pieno». Nuorese, simpatizzante del Movimento Cinque stelle, Giuseppe Ariu, da semplice cittadino è il promotore della manifestazione anti-Tari che qualche giorno fa è approdata in Comune, ha scatenato una marea di reazioni, ha fatto gridare all’assedio da una parte con annessi spintonamenti e strattoni, e alla rabbia legittima e giustificata dall’altra. «Non mi aspettavo che la gente venuta in municipio sarebbe stata così numerosa – dice – certo, le adesioni che avevo ricevuto via Facebook erano tante, circa 770, ma avevo messo in conto che poi ci sarebbero state molte meno presenze. E invece, quando sono arrivato davanti al Comune, ho letto i messaggi che mi arrivavano, ho capito che la gente era tanta e aveva voglia di farsi sentire perché questa della Tari è stata una vera ingiustizia». A chi gli chiede se quella rabbia non andasse incanalata e gestita in modi più decisi, Giuseppe Ariu risponde che lui non avrebbe potuto gestire la manifestazione in modo diverso, e che comunque non ha visto atti di violenza, ma sì, ne ha sentito parlare il giorno dopo. «Posso dire, sinceramente, che per quello che ho visto io la situazione non è degenerata. In ogni caso, se è successo qualcosa, ho già chiesto scusa e lo ripeto: in nessun caso dovrebbero accadere». La polizia, interpellata in proposito ieri mattina, ha precisato che fino a ieri non erano state presentate denunce, e ha escluso che vi siano state aggressioni fisiche, quanto piuttosto qualche strattonamento. «Se ci sono stati eccessi, chiediamo scusa. Ma ciò che chiediamo adesso noi tutti, però, è di non togliere l’attenzione dal vero problema dei cittadini: l’aumento spropositato della Tari, gli aumenti dei costi del servizio, la mancanza assoluta di trasparenza da parte del Comune che ha reso note le tariffe e altri documenti solo dopo che aveva già spedito gli avvisi bonari». «Anche di questo – spiega uno degli altri referenti della protesta di qualche giorno fa, Graziano Artedino – abbiamo parlato con l’assessore Daga, quando ci ha convocato uno per uno nei giorni successivi alla manifestazione. Ma le sue risposte non ci hanno soddisfatto. Ci ha mostrato le tariffe, ma noi vogliamo che ci vengano spiegati i costi. Avremmo voluto, ad esempio, che sin dall’inizio tutti i documenti, e in particolare le tariffe relative alla Tari, venissero rese pubbliche e accessibili a chiunque, che fossero comprensibili anche per i non addetti ai lavori. E invece molti di questi dati sono stati resi noti solo dopo, ad avvisi già recapitati nelle case. Ecco, di queste cose, vorremmo tornare a parlare: dei costi e non delle tariffe, della trasparenza, delle scelte politiche che hanno fatto lievitare tutto, perché non è certo tutta colpa delle scelte del Governo». «Ma quello che più mi ha colpito in tutto il corso della manifestazione in Comune– aggiunge Giuseppe Ariu – è stato lo sguardo di una signora di 80 anni. C’era anche lei, tra i numerosi manifestanti, e come ha visto il sindaco si è alzata in piedi, gli ha stretto la mano, lo ha guardato e gli ha detto “Lo sa che è la prima volta che stringo la mano a una persona importante? Ma non dimentichi che io sono in difficoltà: i soldi per pagare questa tassa così alta non ce li ho. Lei mi deve aiutare».

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