Turisti in aumento, utili in calo

L’Unione Sarda,
Economia, pag. 14
Giovedì 17 ottobre 2013

CONFESERCENTI. L’associazione imprenditoriale fa il bilancio della stagione appena conclusa.
«Imprese costrette a ridurre i prezzi per stare sul mercato». Il bilancio della stagione turistica presenta toni in chiaroscuro. C’è un timido recupero sulle presenze che, rispetto al 2012, sono aumentate del 7%, ma restano criticità sul calo di fatturati e utili delle strutture ricettive. Colpa della crisi e dei trasporti. Secondo il report della Confesercenti regionale, aumenta il numero di imprese che decidono di avviare attività ricettive e di ristorazione, ma gli imprenditori si ritrovano spesso ingabbiati in una burocrazia poco snella, che non permette di attivare immediate strategie per attrarre più visitatori al di fuori della stagione balneare.

I NUMERI Secondo l’analisi di Confesercenti, le presenze turistiche nelle strutture alberghiere ed extralberghiere erano pari a 11.443.436 nel 2011, 9.610.928 nel 2012 e sono arrivate a 8.360.000 nell’anno in corso, anche se, in quest’ultimo caso, si tratta di un dato parziale, riferito solo ai primi otto mesi dell’anno. Nell’ultima stagione estiva, in base a un’indagine effettuata su un campione di 200 operatori, rispetto al 2012, le presenze sarebbero aumentate per il 54,8% degli intervistati, diminuite secondo il 30,1% e rimaste stabili per il 15,1%.
«Gli utili sono in calo e gli imprenditori turistici», ammette Marco Sulis, presidente regionale della Confesercenti, «sono costretti ad abbassare le tariffe per cercare di stare sul mercato. Ciò che auspichiamo è che si possa promuovere un tavolo di confronto con gli assessorati del Turismo e del Lavoro per destinare le risorse erogate per gli ammortizzatori sociali all’incremento dell’occupazione».
I TRASPORTI Nel focus dell’associazione è stato dedicato un approfondimento anche ad aeroporti e porti dell’Isola. Quest’anno, nel periodo tra il primo gennaio e il 31 agosto, gli arrivi sono stati 1.254.590 nell’aeroporto di Cagliari-Elmas (erano 1.262.335 nel 2012), 1.480.633 in quello di Olbia (1.861.075 l’anno precedente) e 1.109.691 ad Alghero-Fertilia (contro i 1.518.870 del 2012). Gli arrivi nel porto di Cagliari sono stati 31.509 (il dato è riferito al periodo tra il primo gennaio e il 30 giugno scorso), contro i 73.548 del 2012, mentre quelli tra Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres si sono attestati a 1.468.480 (aggiornati al 30 settembre 2013), contro i 1.586.188 dell’anno scorso. Parziali i dati sui croceristi: nel 2012 a Cagliari ne erano transitati 80.555 (contro i 74.871 del periodo tra il primo gennaio e il 30 giugno 2013), mentre tra Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres il numero è stato di 276.941 passeggeri (sempre nel 2012). In quest’ultimo caso non è stato rilevato il dato per il 2013. «La verità», sottolinea Carlo Amaduzzi, coordinatore regionale di AssoHotel, «è che i porti in Danimarca e Norvegia, per fare un esempio, costano quattro volte meno rispetto ai nostri. La Sardegna sta perdendo occasioni». Per cercare di attrarre più turisti «si dovrebbe programmare la stagione in tempo utile», chiarisce Sandro Salerno, responsabile regionale di Assoturismo, «perché, alla fine, in Sardegna si inizia a parlare in modo serio di vacanze solo tra aprile e maggio».
LA REGIONE Intanto, con una delibera approvata ieri dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Luigi Crisponi, è stato deciso il rafforzamento dell’Osservatorio di Turismo, Artigianato e Commercio, con il sistema di rilevamento ed elaborazione dei dati (Sired). Permetterà un monitoraggio delle presenze nelle strutture ricettive isolane. In questo modo, secondo Crisponi, «si potranno definire prontamente gli interventi e orientare le azioni strategiche».

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